Cominciamento è racconto.

Daimon.
18 agosto 2017
Il nuovo avanza nel dettaglio.
18 agosto 2017

Ogni nome di città lascia credere che la ville che esso designa sia una persona, unica, incomparabile, incidendo molto anche sull’immagine ricavata dalla sua stessa sonorità. È evidente che ogni luogo racconti tutta una storia composta di energia e di verità. La narrazione prende spunto da un qualsiasi dettaglio del posto, da un quid che renda significativo il valore del particolare, osservando ed ascoltando le risonanze evocate dal cuore. Ciò che è rappresentato nel racconto dell’immagine, che la mente ha focalizzato, risiede nella risonanza che emerge guardandola, in un processo di riproduzione di ciò che si crea tra quel dettaglio e colui che lo osserva. Da qui comincia il racconto, qualcosa che riproduca l’effetto di “dipingersi” dentro quel territorio “dipingendolo”: si riscontra la propria esistenza in divenire all’interno di un contesto che esiste e che si modifica esso stesso. Ebbene, trovato il senso di vivere nel proprio tempo, è doveroso osservare ciò che sta intorno e riflettere su cosa lo caratterizza, quale possa essere il suo diritto alla memoria, quale il diverso modello di sviluppo. Ciascuno proiettato nel proprio sfondo melanconico, guardando elabora e immagina, pensa e definisce, fa rivivere lo spazio, ne valuta l’evoluzione. Ogni luogo muta nel corso del tempo, così come mutano i soggetti che lo frequentano. Ma il cambiamento si impone “naturalmente”, sebbene, per interpretarlo, si abbia bisogno delle tracce del passato, più o meno obsolete, per ammetterne la realtà e misurarne la portata. Tutto accade come se il sito offrisse un’immagine ingrandita delle evoluzioni lente o accelerate della società in movimento. Cosicché, raccontare consiste nel fare un’esperienza ambivalente del tempo. Esso, il raccontare, applica il suo segreto recondito: l’idea del cominciare, nasce un cominciamento, coniuga la continuità di un’identità con la novità di un’esperienza. Con alcuni felici tocchi di scrittura o di pittura o di fotografia, o di qualsiasi altra forma di narrazione, l’autore diventa consapevole di essere riuscito a esprimere ciò che voleva far intendere. L’importante è che dal punto di vista del tempo essi costituiscano sempre una sorta di prova dell’esistenza di sé. L’intuizione, che è all’origine dell’espressione riuscita, è una prova di esistenza e di identità reciproche.

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