Daimon.

In un mestiere come il mio lo sguardo deve essere sempre desto!
18 agosto 2017
Cominciamento è racconto.
18 agosto 2017

Il concetto di “immagine” contiene in sé una connotazione romantica che sta ad indicare la grandezza dell’idea che l’ha resa tale, la bellezza, il mistero ed il mito che stanno dietro e dentro la biografia di ciò che essa mostra di sé. L’immagine si presenta così com’è, tutta insieme, simultaneamente: in ciò che si vede è presente il carattere, l’elemento costitutivo ed essenziale dell’immagine stessa. Il genius contenuto in essa è lo spirito libero della creatività, che evoca a sé la dote di rivelare le connotazioni di un qualsiasi luogo ove si schiuda l’essenza del particolare carattere del posto. Si imprime, così, la peculiarità del genius loci e di quella forma di creatività ed arte, che hanno come scopo la rivelazione della bellezza. Allo stesso modo, il daimon è esattamente il portatore del nostro destino, è l’immagine che ci caratterizza, esso opera incessantemente in tutta la vita, è la capacità di dare sfogo ad una propria volontà che ci consenta di raggiungere la felicità. L’ispirazione che esso muove parte dalla visione e dalla vocazione, da quella cura che si sostanzia in quanto  ricerca della felicità. Il simile genera il simile e lo cura: una teoria sulla vita deve fondarsi sulla bellezza, se vuole spiegare la bellezza che la vita cerca. Ciascuna vita è formata dalla propria immagine, unica e irripetibile, un’immagine che è l’essenza di quella vita stessa. È così che essa si riconosce all’interno di una vocazione, che è un dato fondamentale dell’esistenza umana, sul quale si svolge il senso della propria esistenza. È la vocazione insita nella propria immagine che crea altre immagini e ne comunica la bellezza. L’anelito contenuto in ciascuno è lo spirito libero della creatività, è un pellegrinare inteso come capacità di uscire dalla meccanicità di schemi emotivi, di comportamento e di pensiero, per dare vigore alla contemplazione di una aderenza di sé ai paesaggi che di volta in volta si incontrano sul proprio cammino, anche se questi fossero luoghi di transito in attesa di quel posto che fa di ogni terra una semplice tappa sulla via del ritorno a se stessi. Tale andare costituisce, infatti, un’espressione simbolica ed evocativa, in grado di rappresentare la vita stessa. Ogni cammino ci trasporta verso nuove mete, verso lo sconosciuto, che spesso crea spaesamento nella nostra anima.

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