Il rubinetto di Roberto.

Spaesamento.
15 agosto 2017
Cervelli in fumo.
15 agosto 2017

Curiosa scoperta questa mattina. Ascoltando alla radio il consueto almanacco quotidiano, mi sono imbattuto, per caso, nell’etimologia della parola “rubinetto”, e scopro che il nome Roberto ha a che fare con questo dispositivo! È interessante l’excursus etimologico: partendo da Robin, nome proprio francese, si giunge al vezzeggiativo Robert! Scopro, poi, che il cosiddetto “robinet” è quel particolare fregio di animale (spesso rappresentato dalla testa di un montone – letteralmente robin, per l’appunto) utilizzato per aprire e chiudere lo scorrere dell’acqua delle fontane. Ora, che Robert fosse associato ad un oggetto versatile come il rubinetto, francamente non lo sapevo! Ma questa rivelazione mi fa pensare a quanto la versatilità sia in effetti prerogativa della creatività. Non è possibile produrre se non con il supporto della fluidità delle idee e con il loro camaleontico adeguamento ai contesti in cui vengono elargite. Come i liquidi o i gas erogati dal rubinetto, le idee, che sgorgano fluttuanti dalla mente, prendono forma e si diffondono, penetrando ovunque ci sia capacità di assorbire. Se, inoltre, pensiamo all’acqua, in quanto liquido nobilissimo e prezioso, allora il rubinetto diventa oggetto di straordinaria donazione ed altrettanta parsimonia. L’estro creativo abbisogna comunque di essere utilizzato col giusto carattere distintivo di chi non spreca, bensì rende essenziale ciò di cui è dotato. L’importante è che le idee, come i liquidi o i gas, non evaporino nel nulla!

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